«Niente è più potente di un’idea i cui tempi sono maturi.» Victor Hugo

La microimposta al servizio dell’economia malmenata dal Covid-19.

Il Comitato di iniziativa per la microimposta propone al Consiglio federale e al Parlamento di prelevare temporaneamente la microimposta, per raccogliere al più presto le somme necessarie al sostegno dell’economia e in modo particolare dei lavoratori indipendenti. L’aliquota sarebbe inizialmente fissata allo 0,1% e si applicherebbe soltanto alle transazioni elettroniche che non sono sottoposte al pagamento dell’IVA.

Dallo scorso 25 febbraio la raccolta delle firme per l’iniziativa popolare federale “Microimposta sul traffico scritturale dei pagamenti” è in corso. A causa del Covid-19, questa raccolta è stata interrotta il 21 marzo e riprenderà quando il Consiglio federale ne darà l’autorizzazione.

La crisi sanitaria attuale cambia radicalmente le abitudini di vita dei cittadini e quelle della grande maggioranza delle imprese. I mercati finanziari sono attivi, ma in preda a enormi fluttuazioni giornaliere che accentuano gli squilibri ai quali è sottoposta l’economia. Il numero di fallimenti e la disoccupazione aumentano, mentre la speculazione finanziaria prosegue senza far rumore sul piano globale. Le scommesse sull’insolvenza delle imprese e dei paesi si moltiplicano. Non è forse il tempo di ripensare il sistema allo scopo di permettere al più presto una ripresa delle attività economiche?

I politici e le banche centrali sostengono l’economia con delle misure creditizie e il prolungamento delle scadenze per il pagamento degli oneri fiscali. Saranno sufficienti? La maggior parte delle imprese e dei lavoratori indipendenti non ha alcuna possibilità di sapere se il loro modello di affari sarà sostenibile quando la crisi sarà superata. Una bomba a scoppio ritardato potrebbe innescarsi quando si tratterà di rimborsare i prestiti contratti.

Esiste un sistema fiscale che permette una ripresa economica più sicura.

In un periodo in cui gli acquisti in rete sostituiscono gli acquisti nel territorio, la tassazione di tutte le transazioni elettroniche – in particolare le transazioni finanziarie intra- e inter-bancarie – tramite la microimposta garantirebbe delle risorse fiscali importanti che, come previsto dagli iniziativisti, dovranno a termine sostituire l’IVA, l’IFD e l’imposta di bollo. Questa microimposta permetterebbe inoltre di semplificare la raccolta delle imposte, grazie al suo sistema di incasso diretto, riducendo anche gli sforzi per il pagamento delle imposte e il rimborso degli acconti.

La microimposta si caratterizza per la sua semplicità e la sua efficacia, indipendentemente dalla situazione. Costituisce delle risorse fiscali sostanziose con un’aliquota modificabile in funzione dei bisogni e senza dover ricorrere all’indebitamento dello Stato.

Il contesto particolare del Covid-19 necessita di misure urgenti e di creatività.

Il Comitato di iniziativa propone al Consiglio federale di prelevare temporaneamente la microimposta, in un periodo di prova per incassare al più presto le somme necessarie per sostenere l’economia e in particolare i lavoratori indipendenti. L’aliquota sarebbe fissata inizialmente allo 0,1% e si applicherebbe soltanto alle transazioni elettroniche che attualmente non sono sottoposte al pagamento dell’IVA. L’obiettivo è di incassare circa 20 miliardi di franchi nell’arco di tre mesi.

L’economia svizzera sarebbe così sostenuta efficacemente, evitando di doversi indebitare ulteriormente.

20 aprile 2020, per il Comitato di iniziativa:

Felix Bolliger,  Beat Bürgenmeier,  Franco Cavalli,  Marc Chesney,  Hélène Gache,  Anton Gunzinger,  Gérard Jolimay,  Andrea Lacroix,  Dick Marty,  Guy Mettan,  Jean-Cédric Michel,  Sergio Rossi,  Oswald Sigg,  Jacob Zgraggen.  

www.microimposta.ch/it